Due parole su di noi

Per conoscerci un pò

Amiamo ciò che facciamo

Amiamo quello che facciamo e sono la passione per il nostro lavoro, la tradizione e l’innovazione che ci spingono ogni giorno a fare sempre del nostro meglio. L’evoluzione continua della nostra Tenuta di Casteldardo è lo specchio del nostro carattere che con l’arrivo di nuove leve si consolida e si rafforza.

Come lavoriamo

Siamo sempre molto attenti a qualsiasi tecnologia e innovazione che ci permetta di migliorare i processi produttivi mantenendoli sempre fedelmente nel solco della tradizione. Una grande passione, l’attaccamento alla nostra terra e l’estrema cura del dettaglio in tutte le fasi, dalla semina al raccolto, ci gratificano e ci consentono di produrre con una qualità elevatissima.

Tenuta di Casteldardo: la storia

La storia moderna della Tenuta di Casteldardo comincia negli anni ’60, con la fine delle mezzadrie che avevano caratterizzato gli ultimi secoli e che in Val Belluna avevano resistito più a lungo. Così, la grande Azienda, che per secoli aveva visto centinaia di volte ripetersi ad ogni stagione gli stessi riti, fieno, frumento, mais e bestiame da latte, venne improvvisamente popolata da un centinaio di cavalle trottarici di una famosa Scuderia nazionale che qui partoriscono e svezzano i propri puledri.

La prima trasformazione della Tenuta di Casteldardo

Inizia cosi a trasformarsi radicalmente l’aspetto millenario di una tipica Azienda bellunese, caratterizzato da filari di vigneto sostenutii da gelsi, salici e qualche rada pianta da frutto, tra le quali vengono ruotati prati e seminativi. I filari vengono eraticati per eliminare il fil di ferro pericoloso per le cavalle, mentre quel che resta si degrada e muore rapidamente. I recinti degli equini liberi assumono dimensioni notevoli, tutto diviene un enorme prato.

la seconda fase

Ma questa è una situazione transitoria. Per una seconda volta è alle porte una nova trasformazione. Alla fine degli anni settanta i cavalli se ne vanno e i terreni adatti, suddivisi in parcelle razionali e ben delineate, vengono dissodati con moderne tecniche e messi in produzione. Il lavoro è enorme e nei primi anni vengono estratti grandi quantità di sassi, ma in qualche anno il lavoro da i suoi frutti e Casteldardo diviene un’ Azienda maidicola all’avanguardia ove si applicano le piu moderne tecniche agronomiche.

L’agricoltura e l’allevamento

Le produzioni sono alte e costanti, l’Azienda è anche molto curata esteticamente e diviene rapidamente sede dei campi dimostrativi di un’ importante casa sementiera internazionale. Ma non bastava! Sorge difatti un allevamento di selvaggina che rifornirà e supporterà per anni i ripopolamenti delle locali riserve di caccia e viene a lungo sperimentata la cultura di lamponi.

Infine tutte le superfici con eccesiva inclinazione vengono recintate ed adibite ad allevamento di ovini. Non basta, appena si sente parlare in Italia di soia ecco che a Casteldardo si svolgono le prime prove. In due anni la soia entra nei piani culturali dell’Azienda e fa parte delle tecniche di rotazione. Si punta alla produttività, ma la si coniuga sempre con l’ordine e la bellezza della campagna.

La Tenuta di Casteldardo evolve ancora

Boschi, siepi, canali, strade sono oggetto di cura quasi maniacale ed assorbono non poche risorse annualmente. Il risultato è di grande effetto, sicuramente anche per la bellezza naturale dei luoghi che non ha eguali in Valle. Le stagioni si susseguono regolari, ma è alle porte una nuova rivoluzione. Nel 2013 inizia la trasformazione di ampie superfici di arativo in vigneti. Il territorio subisce nuove trasformazioni, spianamenti, accorpamenti di particelle, nuova viabilità aziendale.

Ancora una volta l’estetica gioca un ruolo importantissimo. Vengono privilegiate ed evidenziate alcune piante simboliche, mantenuti filari esteticamente importanti, riordinati i vecchi gelsi ultracentenari, pulite e potate le due antiche Carpenade monumentali e infine impiantati quindici ettari di vigneto. Le varietà all’inizio sono tutte di bianchi. Glera, Traminer, Moscato, Muller le principali. I terreni si dimostrano molto adatti e la qualità è eccellente.

La giacitura dell’Azienda, esposta al vento termico pomeridiano che dal passo S.Boldo soffia averso le montagne a Nord, assicura un’ eccellente ventilazione, risultando sensibilmente ridotti gli attacchi di muffe e funghi. Ancora una volta l’Azienda è condotta con le più moderne tecniche agronomiche e l’attenzione all’ambiente fa parte degli obiettivi, tant’è che i diserbi vengono rapidamente sostituiti da tecniche meccaniche mentre i trattamenti avvengono con le più moderne irroratrici a recupero.

L’Azienda oggi

Ed arriviamo ai giorni nostri. Il motto è: “mai fermi!”. Ed infatti ecco una nuova iniziativa. Forze nuove e giovani entrano in Azienda e portano nuove idee. Le proteine animali sono troppo impattanti ed inquinanti?! Bene, torniamo all’antica tradizione bellunese e produciamo le proteine degli avi, i fagioli. La Valle è infatti la patria di famosissimi fagioli rinomati nel mondo; il Lamon dalla lunghissima storia, capostipite probabilmente di tutti i Borlotti, il Gialèt bianco e leggero, oggi presidio Slow Food, il Bala Rossa altro borlotto locale che ha sfamato per secoli le popolazioni locali. Così iniziano nuove sperimentazioni con l’obiettivo di differenziare ancora una volta l’attività aziendale.